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PCT e copia di cortesia

Per certi amministratori della cosa pubblica, la cortesia sembra a senso unico, monodirezionale, a loro dovuta ma non ricambiata. E di questo periodo il "ribollir dei tini" che deriva dall'introduzione del PCT il processo telematico, da noi poveri informatici agognato da moltissimo tempo, da quando si paventava a volte inascoltati e snobbati, giovani ingenui ed entusiasti visionari, l'ufficio senza carta in periodi in cui uno scanner costava come un SUV di oggi ed un PC occupava lo spazio di un armadio. Oggi, inizio 2015, a veder le reazioni e l'impatto provocato nella PA da un obbligo legislativo (serviva l'obbligo dai, il buon senso delle cose pratiche è morto da tempo), c'è da ridere a crepapelle... e piangere per lo sconforto.

In tempi non sospetti, forte dell'esperienza vissuta quando si proponeva il nirvana digitale dei bit al posto della carta, scrissi qualcosa in merito alle naturali resistenze al cambiamento che già si incontravano vent'anni fa nel settore privato. Ma la resistenza era comprensibile. L'unica differenza è che nel settore privato, conta più l'aspetto economico che "emotivo" dei dipendenti. Se a conti (ben) fatti l'innovazione porta risparmio... facciamolo! Sossoldi! e che i dipendenti si adeguino.

Il primo deposito della mia prima CTU mi ha messo di fronte alla pratica della "cortesia". Mi presento con la mia bella relazione tecnica di carta, 150 pagine tutte timbrate ed abbellite dalle variopinte marche da bollo dell'epoca ed il cancelliere mi apostrofa immediatamente senza tanti preamboli con tono inquisitorio... "e le copie di cortesia?" "eh??!" "...originale più due copie di cortesia per gli avvocati" Ah ok, cortesia per gli avvocati, va bene, ne approfitto per una copia per me allora, tanto il costo copia va in carico alle parti in lite.

Già, nella PA le cose cambiano. I soldi sono degli altri, piovono dal cielo e pertanto la valutazione economica passa in secondo piano. Prevalgono quindi, per pretendere la copia di cortesia, stavolta diretta al giudice,le scuse più assurde e ridicole. Il giudice si affatica gli occhi a leggere su uno schermo piccolo, deve lavorare a casa, non può traslocare il PC.... approfondisci (http://www.apogeonline.com/webzine/2015/03/02/collirio-per-i-giudici ).

Con queste argomentazioni, ridicole, hanno provato prima a chiedere il deposito cartaceo, chiamando gli atti così depositati "copia di cortesia" (sembra con la complicità dei vari Collegi dell'ordine professionale di riferimento). Poi hanno tentato di sanzionare gli avvocati che non ottemperassero a tale "cortesia" (non si può sanzionare nulla in assenza di una legge specifica che lo preveda). Ora sembra che stiano chiedendo l'installazione di un centro copie (finanziato dal Ministero) all'interno dei tribunali! (vedi) con tanto di progetto (vedi), in sintesi...56 mila euro e rotti l'anno di spese a carico della collettività per un singolo tribunale... colpa di quei maleducati di avvocati che rispettano la legge senza considerare la natura del lavoro usurante svolto da chi deve farla rispettare, come osate? (sto scherzando, ovviamente). Manca solo che il progetto venga indicato come propedeutico a mitigare il problema della disoccupazione e favorevole alla ripresa dell'economia e siamo a posto.

Ma questa richiesta di "cortesia" da parte di una pubblica amministrazione è riservata a chi si rivolge ad essa?. Come pretendere cortesia (ammesso che questa sia la motivazione valida) se poi la PA si comporta in modo scortese? Di esempi ne possiamo portare a iosa ma il seguente credo proprio non sia un caso isolato:

Cortesemente, un giudice ti convoca per una testimonianza e ti ordina di presentarti alle 9 di mattina presso un tribunale a 300 kilometri di distanza dalla tua residenza. Per cortesia arrivi puntuale, costi quello che costi, sfidando una moltitudine di autovelox pronti a farti una cortesia fotografica durante il tragitto. Per cortesia ti perquisiscono all'ingresso e ti fanno vuotare la borsa davanti a tutti i passanti che ti osservano come fossi un mariuolo. Per cortesia poi ti fanno entrare in udienza alle 12:30. Per cortesia ti rivolgono un paio di domande alle quali devi rispondere con estrema sintesi altrimenti il giudice, cortesemente, ti riprende con modi spicci che è tardi ed occorre chiudere. Per cortesia ti rimborsano la trasferta il cui importo è calcolato con delle regole che per applicarle occorre un master universitario di secondo livello. Si scopre che, sempre per cortesia, l'importo che ti spetta non copre nemmeno le spese e sempre per cortesia, dopo che la cancelleria ti ha cortesemente fatto sentire un mendicante che chiede l'elemosina data l'esiguità della richiesta e redarguito che non è cortese chiedere rimborsi così esigui, cortesemente ti viene liquidato con mesi e mesi di attesa.

Non è difficile estendere l'analisi del problema anche ad altre istituzioni, tipo le forze dell'ordine, il comune di residenza, l'agenzia delle entrate, gli ospedali e via dicendo. Non ci si crede? Andiamo assieme a fare qualche "ispezione" di controllo in incognito o se proprio non volete...si chiama il Gabibbo o Capitan ventosa.

Ora, nello specifico, ci si rende conto di una cosa: le regole sono regole, vanno rispettate e vanno fatte rispettare, costi quello che costi, è la base teorica di una società civile, punto (è quello che ci ripetono da anni). Un altro aspetto importante da considerare è che se un qualsiasi dipendente della PA non rispetta le regole sono guai seri per lui, quindi inflessibilità ad oltranza ed estremo rigore nell'interpretazione ed applicazione, non c'è possibilità di appello, punto.

Ma allora, perchè proprio questi inflessibili e lodevoli dipendenti dello stato, così ligi ai propri doveri d'ufficio, non sono così rigorosi quando si tratta di espletare con le modalità imposte dalle leggi un semplice compito svolto con l'ausilio della tecnologia(1)? Se un qualsiasi impiegato in una ditta privata, anche se quadro dirigente, provasse solo ad ipotizzare di lamentarsi per le dotazioni tecnologiche in uso o osare criticare le modalità di lavoro, tempo "due nanosencondi due" si troverebbe legittimamente demansionato (grazie al job act) a condurre un muletto e spostare bancali di merce tossica senza protezioni in uno sperduto magazzino in siberia (ma anche per molto meno).

La cortesia pretesa (e da noi sempre concessa) per agevolare il loro usurantissimo lavoro, perchè non è bidirezionale? Almeno nelle piccole cose dai. Dobbiamo solo noi essere cortesi? Pare di si, è una cortesia a senso unico, monodirezionale, quasi dovuta. E il datore di lavoro che asseconda e paga i capricci del dipendente. E cosa mai accadrà, se in ipotesi pretenderò di rispettare rigorosamente le regole e depositare le mie CT solo per via telematica? che sono uno scortese, un maleducato, poco collaborativo? Almeno ricambiate la cortesia evitando di leggere superficialmente solo le conclusioni, tanto per cominciare, così forse ne possiamo parlare, è un inizio (2) e non siamo poi così scortesi... noi.

(1)non uso il termine "strumenti innovativi per ovvie ragioni, anche se l'informatica nella PA è oggi un innovazione, mentre nella vita reale è presente da decenni.

(2)occorre essere in due per collaborare.

Giovanni Grandesso

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