Divisione news & media

Ma quale far west dell'informatica

Da L'Espresso:

Doveva essere uno dei fiori all'occhiello nell'ammodernamento della pubblica amministrazione. Si sta rivelando invece un'autentica catastrofe. Lo certifica lo stato di agitazione dichiarato dal personale per denunciare le difficoltà riscontrate nel pagamento delle pensioni a causa dell'inattendibilità dei dati contabili e le altre inefficienze del nuovo sistema. Doveva costare non più di 175 milioni secondo i programmi più trionfalistici e siamo invece arrivati a toccare quasi i 400. Doveva essere terminato da almeno un paio danni, invece i lavori non sembrano aver fine. Si tratta del sistema informatico dell'Inpdap, l'istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica, lente che liquida quasi tre milioni di pensioni. Le lamentele di qualche ex amministratore, una interrogazione parlamentare, ma soprattutto le proteste delle Rappresentanze sindacali di base (Rdb) stanno portando a galla la questione. "Siamo di fronte a un autentico scandalo", afferma l'ex consigliere d'amministrazione dell'Inpdap Simone Gargano. "Le inefficienze del sistema che personale e utenza stanno pagando sono troppe", rincara Massimo Briguori, del coordinamento nazionale Rdb, "ma soprattutto sono intollerabili visti i soldi spesi. Ci chiediamo perchè la Corte dei conti non sia intervenuta".

di PRIMO DI NICOLA

Non ricordo dove ho letto il seguente ragionamento... "...almeno per le pubbliche amministrazioni, ci dovrebbe essere un «controllo» sui «professionisti» a cui si rivolge ....Io non credo che dipenda solo dagli amministratori......non ci piacciono gli Ordini Professionali? Ok, mi può pure stare bene (anche se non sono del tutto d'accordo), ma ci rendiamo conto che non ci può essere il far west che c'è ora?"

In un paio di frasi almeno 5 spunti per altrettanti ragionamenti. Il primo, quando accadono le cose raccontate in premessa, va subito ai colpevoli...chi?? i tecnici ovviamente, chi ha fatto il lavoro... tutti col dito puntato verso gli informatici incapaci, ciarlatani, improvvisati... magari non sappiamo nulla di come è stata fatta la loro selezione (per la PA non sussiste l'obbligo di preferire i laureati??), magari non sappiamo nulla di chi sia a capo del progetto, magari non sappiamo nulla di come sia stato articolato il diagramma di sviluppo, le tempistiche, magari non sappiamo che il "capo progetto" è il primo degli incompetenti, piegato al volere del politico di turno.

Certo è che chi individua i colpevoli senza sapere, guarda caso ha sempre la soluzione... fatto sta che siamo tutti pronti ad invocare regole, leggi, divieti di accessi, paletti, ostacoli credendo di arginare certi fenomeni e regolare quello che saprebbe regolare anche un bambino.

Disquisire in merito alle colpe ci porterebbe via troppo tempo. Meglio citare un esempio con una metafora, così possiamo meglio comprendere cosè successo e cosa succederà ancora, purtroppo.

Giovanni (nome di fantasia) è in informatico, uno di quelli che si è fatto da solo, dai tempi in cui non esisteva documentazione, non esistevano professoroni ed accademie, non esisteva internet ed i computer costavano un occhio della testa. Giovanni non ha un titolo di studio, un titolo che lo individui come adatto a fare un determinato lavoro...lo sa fare bene però. Giovanni si è fatto da sè fra mille difficoltà, senza alcun privilegio, senza alcun diritto divino concesso da alcun titolo di studio, denigrato ed additato come un informatico improvvisato da colleghi blasonati ed invidiosi, studiando da solo, di notte, dopo i turni per pagarsi le spese. Giovanni, oggi, ha una grande esperienza nel campo ICT. Da sempre si occupa di sviluppo software, di organizzazione, di ristrutturazioni IT... Giovanni viene "assunto" temporaneamente, in un progetto milionario di riorganizzazione di un ente pubblico, con a capo ingegneri, dottori, professori e altri nomi noti che solo a nominarli viene la pelle d'oca per la soggezione. Giovanni deve solo eseguire gli ordini, per 1000 euro al mese e lo fa con scrupolo e diligenza, magari lavorando più velocemente di altri, sobbarcandosi anche il lavoro di chi meno preparato di lui è in ritardo sulle scadenze. Giovanni durante il periodo di incarico si accorge di qualcosa che non va. Alcune procedure a suo parere potrebbero essere migliorate, rese più efficienti con costi inferiori. Prontamente informa il suo "capo" ma stranamente il suo suggerimento cade nel vuoto. Insiste e contatta il capo del capo il quale, apparentemente interessato, si attiva per informare il proprio capo. Dopo alcune settimane i capi si accorgono che effettivamente, qualcosa non era stato previsto, non certo per colpa loro ovviamente, guai a dire che il progetto era sbagliato, omissivo, superficiale, meglio una formula che esprima lo stesso concetto ma con parole diverse.....razionalizzazione, miglioramento, ottimizzazione, adeguamento.... Per intervenire con le azioni correttive servono altre risorse e con il tempo i costi lievitano ed aumentano. Il ministero ed il politico di turno acconsentono Ad un certo punto il progetto si complica a tal punto che per "risolvere" occorrerebbe rifare tutto da zero e ripartire. Giovanni si accorge anche di alcune stranezze. Il progetto prevede delle tempistiche abbondantemente superiori a quanto necessario. Sono preventivati 10 giorni per realizzare una procedura ma a Giovanni viene concessa solo mezza giornata con l'obbligo di rispetto delle tempistiche pena il ricollocamento (licenziamento). Per ogni intervento correttivo, viene calcolata (e magicamente finanziata) una tempistica superiore a quella necessaria. Man mano che il progetto procede con la realizzazione, emergono continuamente problematiche dovute a carenza di progetto, specifiche poco chiare, comportamenti poco trasparenti... Giovanni scopre alla fine che il capo progetto in combutta con gli amministratori della società appaltata, si intasca somme di danaro e fondi dalla dubbia provenienza per poter continuare con la fornitura, in combutta con il referente del ministero.... Giovanni denuncia tutto questo ed a quel punto si scatena l'inferno. Tutti addosso a Giovanni, l'informatico improvvisato, il "self-made man", il ciarlatano, capro espiatorio di tutti i problemi. Occorre fare qualcosa per evitare in futuro che queste cose abbiano a ripetersi!. Regole e basta far west!

Notare la solita reazione di fronte a situazioni simili. Si guarda il dito invece di osservare dove punta. Si cerca di parlare di altro per evitare di affrontare il problema alla radice. Si grida alla fine del mondo per evitare che si rifletta a fondo su come certe cose possano accadere, è sempre tutta un emergenza. Ed ad ogni "scandalo" si riparte sempre con la stessa tecnica...funziona SEMPRE! Attaccare la persona per non parlare del problema. Cigliegina sulla torta, ci si auspica sempre alla fine di istituire un Ordine Professionale, chiamato ad ordinare tutt'altre cose e non certo le cause vere di questo caos. Gli ordini non sono nati ieri, ma ad oggi nulla hanno potuto per ovviare ai problemi simili a quello qui riportato. Già..., lo sport maggiormente praticato in questa nazione è dare la colpa agli altri. E sempre colpa degli altri, c'è poco da fare. Se si prova ad additare un responsabile (parola ormai desueta), l'unica cosa che si ottiene in cambio è una querela, ormai sporta d'ufficio dall'interessato. l'ordine, silente ed inerte, attende pazientemente che la giustizia faccia il suo corso, prima non può fare praticamente nulla. Nel frattempo, passano molti anni per garantire il diritto alla difesa, tutto resta come in origine. Il responsabile, innocente sino a prova contraria, continua a lavorare tranquillamente, a pontificare i propri titoli, ad operare e mungere alla latteria di Stato. Chi sa invece, viene zittito con la minaccia di licenziamento, con la paura di perdere le poche briciole concesse per sopravvivere e garantire continuità alla mungitura. Funziona sempre così, da tempo immemore. Che senso ha quindi regolare ed ordinare se poi non si trova mai il vero colpevole? E che senso ha auspicare riforme e cambiamento se poi rimane tutto sulla carta? E troppo devastante per certe menti fragili e superficiali sapere che la causa non è la mancanza di un titolo di studio o l'appartenere ad un elite selezionata (sul come poi ci sarebbe ancora da discutere). E troppo rivoluzionario dire che la causa è la valorizzazione dei corrotti e la denigrazione della gente onesta che pratica i valori etici che sono il cemento di una società civile? E una bestemmia dire che certi baroni e papaveri andrebbero rinchiusi a pane ed acqua o perlomeno messi in condizione di non nuocere agli altri? Ed a chi propaganda e valorizza il "successo" misurandolo con il conto in banca, a quelli non vogliamo proprio fare nulla? Li si lascia indisturbati ed immacolati nella stanza dei bottoni a scaricare le colpe sulla povera gente ed a promulgare stupide regole inutili e mai applicate?

Giovanni Grandesso

P.S. La papera senz'acqua affonda. Ripeto: La papera senz'acqua affonda.

Translate

Ricerca personalizzata

Novità

Non ci conosciamo ancora? Procedi con la registrazione (sez. login) per ricevere in anteprima le ultime novità di questa sezione.

Bando di selezione ANIP

Bando di ammissione. Controlla le date di scadenza per accedere alle prove di selezione ANIP

Libro

Pubblicato il libro Il DPS Guida alla compilazione. Semplice guida completa di modulistica ed esempi pratici per la compilazione del D.P.S. (Documento Programmatico per la sicurezza Collana ANIP testi professionali.

Google

Sito Accreditato ANIP











© 1996-2017 - esperti.com tutti i diritti riservati. Sito sviluppato per le specifiche W3C HTML 4.x Uso, duplicazione, riproduzione, diffusione, copia, distribuzione delle informazioni contenute nel sito, degli articoli, dei marchi e delle immagini senza espressa autorizzazione sono vietati. Pagina visualizzata il 20 / 9 / 2017 alle ore 18:30 (IP 54.162.181.75) con un browser CCBot/2.0 (http://commoncrawl.org/faq/) - esperti.com p.iva 00899550248 - Sede operativa nella sezione Contatti - e-commerce transactions by paypal.com - hosting by gandi.net
esperti.com