Divisione news & media

Iscrizioni pompate

Gli onesti sono diventati una sparuta minoranza e l'abitudine alla correttezza è fuori moda, controproducente per i propri interessi personali. Non è recentissima la notizia di quel "sindacato" che per ottenere posti di rappresentanza nelle istituzioni, ha dichiarato un numero esorbitante di iscritti. Non è certo una novità e la notizia non suscita stupore in questo paese...purtroppo.

Secondo le ricerche condotte dallAran, la sigla guidata dal candidato del centrodestra alla Regione Lazio ha dichiarato più iscritti di quanti ne ha realmente: in questo modo ha ottenuto più posti e più rappresentatività negli enti pubblici.

Ormai i più si sono abituati a queste furbizie da strateghi della parte sporca della politica. I più, sono vittime della pigrizia, dell'indolenza, sono i rappresentanti del chissenefrega finchè capita agli altri. Troppi coloro che si sono assuefatti alle idee pre-confezionate, che osare a contraddirle si viene immediatamente etichettati con epiteti poco edificanti o interpretati come contrari al progresso, o peggio..."fuori moda".

Lo dissi scrissi in tempi non sospetti, molti anni fa, denunciando il gioco dei numeri di associazioni di informatici desiderose, allora come oggi, di un posticino nel tavolo delle trattative, di una rappresentanza al CNEL o in un qualsiasi tavolo di un qualsiasi ministero che desse la possibilità di pubblicare nel sito un logo "prestigioso". L'importante è impressionare con i numeri, abbagliare gli allocchi e raccattare adesioni, a tutti i costi, cani e porci, informatici e smanettoni. Adesioni date d'ufficio all'informatico "noto", che gode di visibilità mediatica superiore alla media, purchè in cambio pubblicizzi nelle proprie slides in occasione dei propri seminari il logo dell'associazione. Il socio onorario, che se non lo si fosse contattato con l'offerta di una poltrona in una qualsiasi "commissione", mai si sarebbe sognato di aderire. Bollini, poltrone e medagliette, molta apparenza e poca sostanza, ecco cosa è diventato questo paese.

Ero indignato allora e lo sono oggi ancora di più. Perchè?

Sono indignato del fatto che "chi ci vorrebbe rappresentare" è distante dai nostri legittimi interessi e soprattutto non pretende il rispetto dei nostri diritti fondamentali, primo fra tutti quello, costituzionale, al lavoro. Sono indignato nel constatare che le associazioni di categoria ad oggi impegnate nella corsa al "riconoscimento" (in pochi sanno di cosa), nè oggi nè mai abbiano speso una parola, per esempio, su certi annunci di "lavoro" che, illegalmente, contengono riferimenti a requisiti vietati (età e sesso). Sono indignato perchè a fronte della perdita di migliaia di posti di lavoro (fra cui molti Colleghi), non stiano muovendo un dito, per timore di disturbare il complice manovratore e perdere così la "rappresentatività" concessa grazie alle menzogne sul numero di aderenti.

Sono indignato anche nei confronti di certi "colleghi" con la "c" minuscola. Se qualche organizzazione mente sui numeri dei propri iscritti, è perchè c'è sempre qualche imbecille che invece di leggere "...cosa siamo...", preferisce chiamare per soddisfare l'unica curiosità che lo anima..."...quanti siete?...". Peggio dei primi, e dannosi per la categoria, sono quelli che invece chiamano, ovviamente senza leggere una riga di quello che è scritto, pubblicato e consultabile 7 giorni su 7, 24 ore su 24, per conoscere quali sono i privilegi concessi, ossia..."...cosa ottengo in cambio se mi iscrivo?...". Tra i peggiori, quelli con cui sono particolarmente "cattivo", registriamo quelli che fanno le due domande precedenti solo dopo aver perso il proprio posto di lavoro, con l'acqua alla gola, dichiarando che prima, quando solo per loro le cose andavano bene, non gli interessava poi tanto cercare tutela e solidarietà. Ovviamente quest'ultimi aggiungono la domanda classica finale..."...quanto costa?...", ed il resto...chissenefrega.

Non mi voglio spingere oltre nel descrivere comportamenti che rivelano quanto certi individui siano anestetizzati dalla pigrizia. Ne approfitto qui però per ricordare ai miei 4 lettori che in questo pianeta, in questo povero paese governato da @#!![%@!!!, ci sono ancora "4 gatti" che si sanno distinguere per aver intrapreso la strada della correttezza, della verità, dell'etica e della deontologia professionale, costi quello che costi, tanto alla fine paga di più così che uniformarsi alla massa indistinta che segue il solito pifferaio magico.

Giovanni Grandesso

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