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Associazioni ed ordini professionali


Nel seguito, alcuni messaggi diffusi da una mailing list nazionale di programmatori e sviluppatori di software. Ho volutamente omesso i nomi e gli indirizzi degli interlocutori per permettervi di concentrarvi sul livello della discussione nei suoi contenuti, circa le associazioni di categoria e sugli ordini professionali. Nel rispetto delle opinioni altrui, mi astengo da qualsiasi commento sulle affermazioni riportate, sottolineando però la mia convinzione che il livello di maturità professionale dimostrata da certe persone che si auto-definiscono "professionisti", sia ancora troppo basso per un reale confronto dialettico e democratico sull'argomento. Sono altresì convinto che i veri professionisti siano quelli che non si dilungano in chiacchiere tanto demagogiche quanto inutili. Voglio pensare che quest'ultimi siano una maggioranza silenziosa.

Oggetto: Considerazioni e pareri sulle associazioni di programmatori
Cari colleghi, ho ricevuto ultimamente alcune notizie sull'esistenza di associazioni di programmatori; tendenzialmente sono d'accordo in quanto io faccio parte di quella schiera di persone che crede nelle rappresentanze di categoria (che siano ordini professionali o associazioni private). Qual'è il vostro parere in merito ? L'associazione di cui ho avuto notizia e la (...omissis...) il cui sito e (...omissis...). Potrebbe essere una cosa interessante ? La mia impressione e stata alquanto positiva. Attendo considerazioni.

Non e l'unica. Prova a vedere (...omissis...)
L'(...omissis...) non mi sembra un'associazione di programmatori.

Secondo me sono solo un modo per rubare soldi alle persone. Per combinazione esami, iscrizioni e mantenimento hanno sempre un prezzo il più delle volte elevato. Inoltre generalmente non sono esenti da colore. A rispondere per me c'è il mio curriculum. Non ho bisogno di tessere (costose) per presentarmi. Se proprio voglio garantire con degli attestati ci sono sempre le certificazioni, specifiche e ottenute in seguito a corsi ed esami. E poi se il software che uso l'ha realizzato un hobbista dell'ultima ora ma funziona che problemi ci sono ? Nessuna impresa di costruzioni assegna compiti cruciali a qualcuno solo perchè è iscritto ad un albo. Prima gli fa fare esperienza. Cosi come una software house assegna i compiti alle persone in funzione della loro, verificata nel tempo, capacità.

Il problema è l'effettiva garanzia che tali ordini o associazioni sono in grado di dare. Chi garantisce che il tizio fa parte dell'associazione per una competenza e non altro?

Certamente nessuno. Ma una associazione, tipo l'(...omissis...), ha come scopo primario la creazione di un albo (tipo quello degli ingegneri o dei commercialisti, ...) a cui si accede mediante un esame di stato. Il superamento dovrebbe "garantire" la competenza della persona. Il problema e tuttavia molto più ampio; nel campo dell'informatica oggi, tutti possono fare tutto. Non c'è alcun tipo di controllo. Potresti scoprire che il software che hai appena acquistato per la tua contabilità è stato progettato da persone che hanno cominciato ieri a programmare e che hanno una formazione hobbistica; E giusto? Andresti ad abitare in una casa progettata da uno che ha imparato dai libri sul bricolage? Voleresti su un aereo progettato da persone che fino a ieri hanno costruito modellini? La firma dell'ingegnere su un progetto, del commercialista su una denuncia dei redditi "garantisce" che la persona che ha eseguito il lavoro ha una competenza specifica in merito, dovuta ad anni ed anni di studi e molto spesso di apprendistato. E chiaro che questo non può garantire l'assenza di errori ma "errare umanum est".

Il punto è che quando uno strumento viene sempre usato in malo modo, forse è il caso di rivedere lo strumento per evitare le forti tentazioni che si esplicitano sempre. Non a caso è una direzione verso la quale ci si sta sempre più muovendo. Ben venga un'associazione di categoria, ma l'albo proprio non lo auspicherei mai. Tanto lo sappiamo che poi l'esame sarà fatto chiedendo cose appartenenti alla teoria di informatica, tipo quelli che si passano all'Università: come è rappresentato un floating point, un pò di teoria delle basi dati relazionali, qualche albero binario ecc... semplicemente perchè è la via più facile, mentre molto difficile è valutare la reale competenza sul campo espressa da una persona. Il punto è: siccome sappiamo a priori come vanno a finire le cose, è pura accademia discutere sulla bontà dello strumento che viene male utilizzato, soprattutto perchè la gestione degli albi non è in mano alle persone che fanno il mestiere che la categoria rappresenta (o perlomeno smettono di farlo non appena si occupano della gestione) e inevitabilmente si trasformano in burocrati il cui unico scopo e quello di accumulare privilegi per la categoria, il che è dannoso anche per il cliente (proprio l'albo dei commercialisti ne è un esempio).Questo è lo stato delle cose. Sono d'accordo sulla questione della laurea, ma non perchè la laurea non prepara alla pratica, ma semplicemente perchè prepara a tutt'altre cose, utili o meno a secondo del contesto lavorativo. Tra i miei dipendenti ci sono ingegneri e non, addirittura una persona con solo la terza media che è il migliore programmatore che ho. Naturalmente non gli chiedo mai di organizzare un progetto perchè non ha la preparazione per farlo, d'altro canto all'ingegnere non chiedo di scrivere un driver per WinNt perchè non è abbastanza preparato. Questo per dire che il programmatore copre una gamma molto ampia di compiti, difficilmente inquadrabile e valutabile se non sul campo. Il fatto che uno strumento venga utilizzato in malo modo non significa che lo strumento sia sbagliato. Il fatto che gli albi vengano utilizzati spesso per creare una casta chiusa di poche persone che possono gonfiare i prezzi del loro lavoro, che possono scegliere chi e quando qualcuno deve passare un esame non significa che gli albi siano sbagliati. E sbagliato solamente l'uso che se ne fa. Tu mi chiedi su quali parametri si basa la valutazione di una persona oltre alla laurea? Beh, per esempio sull'esperienza maturata. E stranoto che la laurea ti prepara dal punto di vista teorico ma non certamente dal punto si vista pratico. L'abilitazione non dovrebbe arrivare solo perchè uno si e laureato da poco con il 110 e lode. Sarebbe un altro modo di utilizzare in malo modo uno strumento che potrebbe essere utile.

Sulla garanzia che danno gli esami di stato e l'appartenenza ad un albo ho molti dubbi... Un tempo pensavo che fossero una cosa positiva, tuttavia mi sono dovuto ricredere, sia a causa di "professionisti" inscritti al loro rispettivo albo, sia per come vengono condotti gli esami di stato (a tutti i livelli). So di persone competenti (e lo posso dire perchè conosco il loro curriculum, ho osservato i loro lavori) laureate con 110 che ad un mese di distanza dalla laurea non passano l'esame di abilitazione. Se la laurea non è sufficiente, su quali parametri si basa la valutazione di una persona? E' stranoto poi che gli esami di stato risentono fortemente di pratiche lobbistiche.
Non ritengo quindi che questi possano essere una valida forma di garanzia almeno in Italia. Eventuali strumenti di garanzia vanno ricercati (se esistono) altrove.

Non a caso è una direzione verso la quale ci si sta sempre più muovendo. Ben venga un'associazione di categoria, ma l'albo proprio non lo auspicherei mai.

Il problema così secondo me si sposta, ma non si elimina. Purtroppo il problema è nella correttezza e nell'onestà delle persone e si sa che quando ci sono in ballo grossi interessi, non tutti mantengono comunque la retta via! Tra i miei dipendenti ci sono ingegneri e non, addirittura una persona con solo la terza media che e il migliore programmatore che ho. Naturalmente non gli chiedo mai di organizzare un progetto perchè non ha la preparazione per farlo, d'altro canto all'ingegnere non chiedo di scrivere un driver per WinNt perchè non e abbastanza preparato. Questo per dire che il programmatore copre una gamma molto ampia di compiti, difficilmente inquadrabile e valutabile se non sul campo.
Questo secondo me e un motivo per cui alcuni sono interessati ad istituire albi, la paura che possa spuntare il tizio venuto "dal nulla" ma con capacita tali da emergere anche nei confronti di persone che teoricamente dovrebbero essere molto competenti. Secondo me la competenza e qualcosa che si dimostra giornalmente sul campo, che non si acquisisce di punto in bianco superando un esame.

Questo secondo me è un motivo per cui alcuni sono interessati ad istituire albi, la paura che possa spuntare il tizio venuto "dal nulla" ma con capacita tali da emergere anche nei confronti di persone che teoricamente dovrebbero essere molto competenti. Secondo me la competenza è qualcosa che si dimostra giornalmente sul campo, che non si acquisisce di punto in bianco superando un esame.

Infatti, secondo me quello di tutelare i clienti dai ciarlatani è solo una scusa mal celata. In realtà si vogliono tutelare le persone con i titoli di studio da coloro che non li hanno, come dici te. Se questo va bene per quelle attività che richiedono una forte preparazione teorica, non può andar bene per il programmatore come per tante altre categorie di professionisti.

Ecco ... questo secondo me e veramente il punto. Un albo, un'associazione di categoria o cose simili servono solo a garantire chi vi appartiene. Non nascondiamoci dietro l'affermazione ipocrita di voler garantire il cliente (vi assicuro che i clienti si sanno garantire benissimo da soli e prima di sceglierti ti passano ai raggi X e se per caso sbagliano non ripetono l'errore). Io ho anni di esperienza e non ho paura di dover confrontarmi ogni giorno anche con persone appena arrivate. Questo è uno stimolo a mantenersi sempre aggiornati e competitivi (quindi vera garanzia per il cliente). Stimolo che perde regolarmente chi appartiene ad associazioni che gli mantengono in eterno tutti i diritti acquisiti a discapito di chi e sempre impegnato a migliorarsi (e questo e veramente fastidioso).

Anche fare il programmatore richiede delle conoscenze...In generale ogni lavoro richiede un certa preparazione... Il punto e che non c'è alcun motivo valido per cui un cliente debba credere più ad un pezzo di carta che dice che Tizio fa parte dell'albo, che al modo in cui Tizio opera. Il problema e che le garanzie devono venire da una fonte al di sopra delle parti e questo per gli interessi in gioco non avviene mai.

Concordo su tutto con (...omissis...), credo che queste "associazioni" siano semplicemente una anticamera di nuove MAFIE e servano soltanto ad arricchire i burocrati (PADRINI) che le gestiscono.

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