Divisione news & media

Diritti di copia, funzionari ed impiegati dello stato, tecnici informatici e quaraquaquà

...ovvero quando la burocrazia si avvita su sè stessa e si inceppa, complice la saccenza di pochi, l'arroganza di molti ed il buon senso, morto e sepolto. Amen.

E nota da tempo nel nostro ambiente, e più in generale fra coloro che a vario titolo entrano in contatto con tribunali e procure, la "problematica" introdotta con l'aggiornamento delle tabelle ministeriali inerenti i diritti di copia di atti giudiziari, previsti dal DPR 115/02 (Testo Unico sulle spese di giustizia http://www.altalex.com/index.php?idnot=4777). Il TU, nel tempo, complice la straordinaria abitudine tutta italiana di complicare le cose "semplici" senza dare concrete soluzioni, si è "arricchito" con l'introduzione di modifiche, soppressioni, precisazioni, aggiunte, postille e circolari "esplicative", stimolate dalle continue pressioni di coloro che quotidianamente si scontrano con una burocrazia da sempre refrattaria alle novità tecnologiche... basta consultare le varie circolari pubblicate in rete per rendersi conto che di esplicativo, francamente, c'è ben poco.

Per noi poveri tecnici dell IT, interessano ai fini pratici solo gli importi previsti per i diritti di copia su supporto diverso da quello cartaceo (vedi ad esempio http://www.avvocatoandreani.it/documenti/professione/tabella-diritti-di-copia-2014-formato-non-cartaceo.pdf il famoso allegato 8 dell'art.269). Il nostro coinvolgimento è dovuto alla presenza di "cose tecniche" subito affidateci dal committente di turno poco uso a ragionar e far di conto in presenza di un singolo bit.

La tabella, per quanto concerne quindi lIT, fa riferimento a floppy disk e compact disk....roba per i tecnici ovviamente. Per ora tralasciamo i commenti sulla voce "floppy disk" (da tempo non ne è nemmeno più prevista la produzione) e per i quali la rete abbonda generosamente di commenti e considerazioni più o meno sarcastici. Troppo facile.

La tabella alla voce "compact disc" riporta ad oggi l'importo di 306,97 euro. Una sacra Circolare, emanata a fronte di numerose richieste di spiegazioni, equipara i CD compact disk ai DVD che, come è noto, hanno una capacità di memorizzazione diversa. La cosa buffa è che per le cassette fonografiche o videofonografiche è distinta la tariffa sulla base della loro durata che, in qualche modo, può essere equiparata alla capacità di memorizzazione. Per i compact disk tariffa unica, indipendentemente dalla capacità (forse perchè per qualcuno sono la stessa cosa). Nulla sembra fare riferimento ai DVD blue ray, per i quali non si è a conoscenza circa l'esistenza di una sacra circolare in proposito, che ci spieghi se equipararli ai CD e DVD.

Le cose si complicano un pò quando entrano in gioco gli hard disk in stato di sequestro, depositati in procura ed ai quali i consulenti di parte hanno necessità di accesso per gli approfondimenti investigativi propedeutici alla difesa (o accusa se di parte civile). Alcune cancellerie di alcune procure, rare, io non ci credo, hanno adottato uno strano metodo di calcolo, non uniforme, soggetto ad una bizzarra interpretazione. Si calcola quante volte è compreso un CD o un DVD nella capacità del disco fisso da acquisire e si moltiplica per la cifra proposta in tabella. Ad esempio, per i diritti di copia di un hard disk da 1 tera byte, mille giga byte, si divide per 0.7 o 4,7 giga byte, a seconda che l'interpretazione faccia riferimento alla capacità nominale di un CD o di un DVD, e si moltiplica per 306,97 (è un calcolo che anche un avvocato può fare, ma negli usi viene conferito specifico incarico al tecnico, con tanto di relazione tecnica scritta).

Diritti di copia hard disk da 1TeraByte:

Metodo CD: 438.528,13 (più il costo di 1.429 CD)

Metodo DVD: 65.314,01 (più il costo di 213 DVD)

a cui va esteso il computo di tutto il materiale in stato di sequestro... tappettini del mouse esclusi, quindi altri PC, tablet, smartphones, chiavette, altri CD o DVD. Ancora più strano l'atteggiamento di chi, applicando il calcolo più favorevole al richiedente, da cui deriva un importo inferiore, si pone con l'atteggiamento di chi vorrebbe pure un riconoscente ringraziamento per averci fatto risparmiare non poco, preferendo il calcolo "di favore", con lo "sconto", "...dai, che ti vengo incontro", ... manco fossimo dal pizzicagnolo, "tanto se l'imputato si può permettere il penalista, allora può trovarli anche per questo". Non si possono certo sentire certe cazzate, tanto più se a farle è un agente di PG o l'ingegnere consulente del PM.

In caso di contestazioni in merito alle differenze di interpretazione dei parametri di calcolo, si va invece in cancelleria a chiedere spiegazioni o a fornire una interpretazione più corretta.

A volte accompagnati dal CTU della procura (eh sì, perchè si sa che i CTP sono dei mariuoli privi di scrupoli, dei manipolatori, prericolosi portatori di interessi di parte, quest'ultimi preconcettualmente contrari alle consuetudini del "sistema") si cerca di instaurare un ragionamento logico, carte alla mano. Com'è noto, negli ambienti pubblici, vigono delle regole :

  • l'impiegato di turno non può prendere iniziative,
  • l'impiegato di turno deve attenersi alle regole,
  • l'impiegato di turno è responsabile in prima persona se viola le due regole precedenti
  • l'impiegato di turno rischia grosso a "disubbidire" od a prendere decisioni

... per cui... tutti in processione dal superiore a chiedere spiegazioni. Durante il tragitto, nel dedalo dei corridoi e scorciatoie raramente frequentate dal "pubblico", si pratica lo slalom fra i faldoni appoggiati per terra, sulle sedie, sui tavoli, sulla macchinetta del caffè... troppa carta ed il PCT fatica a decollare, non senza subire gli improperi dell'impiegato che ci redarguisce in malo modo "...siamo sotto ispezione ministeriale e abbiamo poco tempo per queste cose... ho una montagna di lavoro arretrato..." per non dire quando si sente sibilare tra i denti "... rompic*glioni...".

Dal "superiore" si innesca lo scaricabarile infinito che si ripete su, su, tutti in processione sino al massimo livello gerarchico fisicamente disponibile all'interno della struttura piramidale. Sopra il top dirigentemegadirettoregalattico disponibile fisicamente nella struttura (escludendo quindi quelli in malattia, in missione, a Roma, al ministero, dal prefetto, in ferie, in udienza, in riunione, fuori ufficio, occupato, non disponibile, torna nel pomeriggio, era qui un minuto fa non so ora dove sia, ecc.ecc.), sembra ci sia solo il Ministero a cui appellarsi per chiedere spiegazioni. "Ora uscite, devo chiamare il Ministero, vi farò avere una risposta". Ed il Ministero risponde con le sacre circolari esplicative, ovvero quel documento posto a fronte di richieste di chiarimenti a mò di scudo protettivo. La sacra circolare è legge, chiude la bocca a tutti e la sacra circolare non si discute.

La sacra circolare però, spesso scritta in burocratese con a corollario un infinità di richiami a leggi, decreti, commi e rinvii ad altre circolari, quando "comprensibile" a noi poveri mortali, a volte non pone chiarezza, anzi, complica l'esistenza a chi armato di buona volontà cerca di capire, armato di pazienza, come potersi muovere senza violare leggi e regole. Rari casi ci segnalano circolari non attinenti al caso, esibite in fretta solo per liberarsi del "rompic*glioni" che osa chiedere spiegazioni, rimandando così il problema di qualche minuto senza risolverlo ma portando l'attrito con l'istituzione al calor bianco.

In realtà, per lo specifico problema degli hard disk per i quali è richiesta la duplicazione al fine di garantire il diritto alla difesa, chiarezza non se ne fa per nulla, anzi. Dal 2002 al 2015 si è solo arrivati a parlare di pagine contenute in un documento informatico (LOL, ROTFL), nello specifico i PDF, senza considerare che altri formati (epub, html per capirci) hanno un numero di "pagine" variabile, e siamo solo all'inizio... quante pagine ci sono in un hard disk?? capiranno mai?

La verità è che le circolari ad oggi emanate rappresentano solo una pezza (peggiore del buco) "in attesa del regolamento di riordino della materia" e pertanto non risolvono il quesito, nascondono la polvere sotto il tappeto e lo rinviano sino a quando la volontà divina non provvederà, ammettendo fra le righe che il testo emanato è nato già vecchio, inefficace, inutile e deve essere riscritto, almeno in parte.

Sembra ormai un dogma... nella PA mettete qualche bit quà e la ed il sistema si inceppa, quando in realtà con un minimo di buon senso è di facile soluzione.

Dalla famosa circolare del 18 marzo 2010 (spesso esibita come la panacea di tutti i rilievi) si legge un paragrafo che recita "Da quanto detto consegue, pertanto, che l'esazione dei diritti di copia deve avvenire, in ogni caso, secondo la misura stabilita e con le modalità previste dalle disposizioni contenute nel Testo Unico sulle spese di giustizia, così come modificate dalla normativa sopra richiamata".

Pertanto, secondo alcune interpretazioni, se non è specificata "la misura stabilita" il diritto di copia non è esigibile. Non è elencata una misura che determini la quantità del diritto di copia per l'hard disk. Semplicemente non è previsto alcun diritto di copia per supporti diversi da quelli elencati. l'hard disk non è elencato nella tabella ministeriale e pertanto ci possono essere solo due soluzioni:

a) la procura non può esigere alcun diritto di copia quando si duplica un hard disk su un altro hard disk

b) la procura travasa l'hard disk su tanti DVD quanti necessari per coprire la capacità del disco stesso

Premetto che la soluzione a) alle cancelleria appare come improponibile, assurda, errata anche se formalmente corretta. Le cancellerie a fronte di tale ipotesi entrano nel panico... come può essere che il sistema non abbia previsto una tassa per qualcosa? inaudito! Assurdo! no no, non può essere ...poi ce li devo mettere io se sbaglio... mi son sentito riferire da un impiegato.

Allora si può optare per la soluzione b)? Si. In realtà i dati digitali in stato di sequestro, secondo la normativa vigente (la famosa ratifica della convenzione di Budapest), dovrebbero essere tutti memorizzati su dei supporti non riscrivibili. Indipendentemente dagli importi necessari, quest'ultimi francamente inaccessibili per i meno facoltosi ed inaccettabili anche per chi è più fortunato disponendo dell'importo necessario (facilmente non è raro calcolare importi di gran lunga superiore ai 50.000 euro, solo per garantirci un diritto) occorre far notare che i DVD (o CD) sono l'unico supporto ammesso per la duplicazione e l'unico applicabile nel caso di dati digitali. E assurdo, da pazzi, ma è così e le regole vanno rispettate (ce lo ripetono come un mantra).

Ma... il problema è che ultimamente alcune procure non effettuano la copia su DVD dai dati in stato di sequestro... eseguono l'analisi "forense" direttamente sugli originali (ma con il write blocker eh? sia chiaro!), senza procedere alla copia con acquisizione formale e calcolo dell'hash del supporto nella sua interezza (sbagliando clamorosamente). Nel silenzio generale, la cosa viene tollerata con le scuse e giustificazioni più assurde, ridicole:

  • "la macchina della giustizia non si deve inceppare",
  • "abbiamo usato il write blocker certificato"
  • "tranquillo, non abbiamo modificato gli originali",
  • "la legge non obbliga a duplicare i dati",
  • "i DVD ce li devi portare tu, altrimenti niente copia"
  • "non ci sono specifiche tecniche ed istruzioni precise per farlo",
  • "meglio così, altrimenti approfondiamo le indagini e poi sono azzi tuoi...",
  • "non serve duplicare, è sicuramente colpevole"

... se è la PA a sbagliare, con la complicità di qualche "tecnico" quaraquaquà...

E così, nel caos, gli uffici si ingolfano di cataste di hardware sequestrato, non sigillato, in precario equilibrio su improvvisati supporti originariamente per tutt'altri scopi progettati, sino a quando, con i tempi della giustizia, le indagini non si chiudono ed il processo arriva a conclusione. Con l'avvento della tecnologia e forse grazie al PCT, non vedremo più faldoni accatastati per i corridoi ma enormi cataste di PC, CD, DVD, chiavette, tablet, smartphones e chissà quali altre diavolerie ci riserverà il futuro (speriamo solo nella miniaturizzazione spinta?). Con una PA che lamenta carenza di carta per le fotocopie, che chiede l'apertura di un centro copie a spese della collettività per duplicare su carta i depositi telematici, come possiamo pretendere che abbiano le risorse anche per i supporti necessari alla duplicazione dei dati digitali?

Ma.... ad essere pignoli e puntigliosi.... chi ce li deve mettere veramente i supporti?? l'imputato? li deve anticipare il CTP che poi si rivarrà economicamente sull'imputato? Stiamo parlando per un disco da 1 tera byte di.... calma... fermiamoci un attimo facciamo il punto:

  • le regole sono regole e bisogna rispettarle
  • le regole hanno delle falle
  • le circolari non prevedono una soluzione
  • le necessità sono più urgenti delle pezze che arrivano in ritardo ed a volte non rammendano
  • le soluzioni adottate sono sbagliate
  • è impossibile all'atto pratico non sbagliare (a meno di una paralisi del sistema)
  • chi sbaglia paga...

ed allora che si fa? Ci si deve arrangiare come al solito, con l'italica arte di arrangiarsi, mettendo da parte ed ignorando in sordina quelle regole prima tanto sbandierate a mò di scudo (la cui violazione prevede una punizione applicata però, sembra, solo ai cittadini) e si procede a "mettersi d'accordo", "fra persone ragionevoli", "per il quieto vivere di tutti", "per cortesia", "meglio non incasinare le cose", "lascia perdere che è meglio per te", "veniamoci incontro dai...", "conviene a tutti"...

rinuncia alla copia,

tanto la duplicazione dei supporti rispetto a tutto il processo è solo una marginalità priva di importanza, solo un modo dei tecnici per raccattare qualche spicciolo in più. Ed il diritto? Quale diritto? cosa centra mai il diritto?..."silenzio, meglio per te se non sollevi polveroni inutili".

E per finire, una perla di saggezza che tronca ogni discussione, pronunciata sottovoce da un luminare di lungo corso, sedicente esperto di informatica, graniticamente onnipresente come free lance esterno in Procura:

"Non è da pazzi rispettare le regole, da pazzi è criticarle e cercare di cambiarle".

Grazie per la dritta, ma il mio obiettivo non è averla vinta, ma cercare di essere ogni giorno un pò migliore del giorno prima, forse sono pazzo.

Giovanni Grandesso

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