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Chi danneggia gli informatici onesti? Dichiarazione di guerra.

Il fatto: l'opinione che i "fornitori di informatica" (mi si conceda la genericità del termine) appartengano ad una categoria privilegiata in grado di fornire a pagamento beni e servizi pieni di vizi e difetti, si sta diffondendo a macchia dolio. Lo dimostra, solo in parte, la diffusione sempre maggiore di nuovi sistemi operativi oggettivamente più stabili e sicuri di quello maggiormente venduto sino alla fine degli anni 90. Perdonerete la mia visione forse distorta dalla natura della mia specializzazione. Vengo spesso chiamato dai giudici a verificare conformità ed usabilità inerente forniture di hardware e software. Devo constatare l'enorme differenza fra l'aspetto esteriore delle aziende di informatica ed i fatti che sono strettamente legati alla qualità delle forniture. Devo dire, per dare un colpo alla botte ed uno al cerchio, che nessuno è immune da colpe. a volte il cliente interpreta a suo piacimento una promessa di fornitura, a volte il fornitore fa il bello ed il cattivo tempo sfruttando l'ignoranza del cliente. Fatto sta che nelle grandi organizzazioni ed in molte grosse società che si occupano di informatica, si verifica una situazione che da anni sta seminando dubbi, proteste, cause civili, sfiducia, danni materiali ed altre negatività che di fatto danneggiano fortemente l'immagine professionale dei pochi professionisti dell'informatica onesti ancora esistenti e che caparbiamente combattono queste situazioni con tutti i mezzi leciti a disposizione.



individuare gli operatori: Non è un problema da poco. Individuare chi si occupa seriamente di informatica fra tutti coloro che dichiarano di essere i più bravi di tutti è come cercare un ago in un pagliaio. L'informatico sembra abbia interesse a non farsi individuare. Vuoi per convenienza, per disonestà, per opportunismo, l'informatico galleggia in una nebbia che rende tutto sfuocato. Si sveglia un mattino e dichiara di essere esperto di internet, il giorno dopo è esperto di e-commerce, il giorno dopo ancora lo troviamo in aula a fare formazione, poi lo si può trovare in qualche seminario pronto a carpire le parole chiave atte a dimostrare, sempre a parole, di essere più bravo di tutti. Difficile stabilire quindi chi è in grado di garantire dei risultati concreti, pochissimi lo fanno e fra questi ci sono anche le grosse aziende che alla fin fine sono composte da persone istruite in fretta e furia ad occuparsi di una materia ancora poco conosciuta.

Fra questi, una piccola minoranza (apparentemente) cerca di emergere con tutti i mezzi a disposizione per fare in modo che l'attenzione del mercato si concentri su di loro. Difficile anche per loro appellarsi a degli standard che ancora non esistono (e che nessuno vuole creare in quanto manca l obbligo a rispettarle ). Sperare che il mercato faccia la sua selezione naturale ? Assurdo. Resterei improvvisamente senza lavoro e le aule dei tribunali si troverebbero ad occuparsi di altro (i fatti mi dicono che il numero di cause relative a forniture di informatica sono in vertiginoso aumento).

Il coraggio delle affermazioni. Ad oggi, nessuno si è mai preso la briga di iniziare un opera di pubblicazione sistematica e continua, atta a smascherare finalmente coloro che tanti danni creano all'immagine professionale e che continuano a lavorare spensieratamente in nome dei propri profitti. "Fuori i nomi!!" sembra il messaggio di molti utenti ormai scottati da esperienze negative. "Fuori i nomi!" sembra il messaggio dei Colleghi danneggiati dall'opera del solito ciabattino dell'informatica. Ogni azione scorretta nei confronti del mercato ha delle responsabilità che, per convenienza politica, vengono sempre ricondotte al singolo (o soggetto più debole). La grossa azienda difende la sua immagine scaricando le sue responsabilità organizzative verso l'ultimo di programmatori. Ma posso affermare che in realtà la colpa è sempre dei dirigenti le grosse organizzazioni ed in minore misura dal singolo individuo.

Il risultato. Facile immaginare che in questa situazione, da un lato i clienti esigono sempre più forti garanzie senza avere però strumenti efficaci per attuare questa necessità, dall'altro lato gli operatori del settore (quelli veramente onesti) si devono produrre in uno sforzo titanico per acquisire la fiducia dei clienti che intendono acquisire. Il danno è grave. A causa dei soliti disonesti, quelli bravi devono spendere energie che non producono reddito. Questo a mio avviso è il danno più grave prodotto da una mancanza di regole di base. Non toccatemi il portafoglio che divento una bestia. Ho quindi deciso di iniziare concretamente a demolire, lentamente ma inesorabilmente, tutti coloro che hanno danneggiato e che continuano a danneggiare l'immagine professionale di quelli che come me hanno fatto della professione corretta una missione.

Azioni legali. Devo dire che mi trovo in una posizione "privilegiata". Posso conoscere in anticipo chi viene in conflitto e soprattutto quando il conflitto è di proporzioni tali da generare un procedimento giudiziario. Fermo restando il fatto che sono legato al segreto professionale sino al momento in cui la causa non è passata in giudicato ed assunto che nessuno è colpevole sino a quando una sentenza dello stato non lo sancisce, è mia ferma intenzione attivarmi per intraprendere le seguenti azioni con metodi e tempi che riterrò più opportuni:

  • Pubblicazione delle perizie tecniche inerenti controversie legate all'informatica in genere
  • Pubblicazione delle sentenze per le cause oggetto di perizia tecnica informatica
  • Denuncia per danni (con eventuale costituzione di parte civile) nei confronti di coloro che con il loro operato si sono dimostrati poco professionali nel condurre incarichi inerenti il settore dell'information technology


Sto esagerando? Credo di no. Non sono l'unico a pensarla in questo modo e non sono certo l'unico che è stanco di sentirsi additato, senza torti, dal diffuso sospetto di chi non mi conosce ed appartenere ad una categoria di improvvisati. Ho già qualcuno disponibile a darmi una mano (non vede l'ora) e le sorprese non mancheranno. State sintonizzati.
Giovanni Grandesso

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